Anche lo stress può favorire l'Alzheimer:ciò che rivela la nuova ricerca
- RSA Arzaga

- 33 minuti fa
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Il morbo di Alzheimer non inizia con la perdita di memoria, ma molti anni prima, attraverso un lento e silenzioso cambiamento della chimica del corpo indotto dallo stress cronico. Prima ancora che i neuroni inizino a morire, l’equilibrio ormonale del cervello si altera sotto la pressione costante dello stress quotidiano, compromettendo i meccanismi di riparazione e il flusso di energia necessario alle cellule nervose.
Un numero crescente di studi evidenzia un legame profondo tra stress cronico, squilibri ormonali e degenerazione cerebrale precoce. Le persone affette da Alzheimer mostrano spesso livelli elevati di cortisolo, il principale ormone dello stress, associati a bassi livelli di DHEA-S, un neurosteroide con funzioni protettive. Questo squilibrio non sembra essere solo una conseguenza della malattia, ma parte del processo che porta alla degenerazione cerebrale anni prima dei sintomi cognitivi.
Il cortisolo cronicamente elevato interferisce con l’assorbimento del glucosio nelle cellule cerebrali, privandole dell’energia necessaria alla formazione dei ricordi, e favorisce l’accumulo delle proteine amiloide-beta e tau. Il DHEA-S, al contrario, migliora la sensibilità all’insulina, riduce l’infiammazione e sostiene la plasticità neuronale. Più che i singoli valori, ciò che conta è il rapporto tra questi due ormoni: uno sbilanciamento verso il cortisolo rappresenta un segnale precoce di stress cronico e di rischio neurodegenerativo.
Secondo il ricercatore bioenergetico Georgi Dinkov, quando le cellule non producono energia a sufficienza — a causa di stress prolungato, diete troppo restrittive o disturbi metabolici non riconosciuti — l’organismo entra in una “modalità di emergenza” che spinge ulteriormente la produzione di cortisolo, innescando un circolo vizioso capace di accelerare il declino cognitivo.
Riconoscere questi segnali in anticipo apre nuove possibilità di prevenzione. Oltre a sostenere il metabolismo con un’alimentazione adeguata, un’attività fisica moderata e un sonno regolare, può essere utile allenare il sistema nervoso a uscire dallo stress attraverso il respiro, attivando il sistema parasimpatico.
Una respirazione ritmica — inspirare per quattro secondi, trattenere brevemente ed espirare lentamente per sette-otto secondi — stimola il nervo vago, abbassa la frequenza cardiaca e riduce i livelli di cortisolo, contribuendo a proteggere il cervello molto prima della comparsa dei primi sintomi di Alzheimer.
Luciano Bassani






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